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Tornare indietro per andare avanti

1/14/2026

Una piccola estensione mette in discussione il web contemporaneo. Non per nostalgia, ma per capire cosa abbiamo perso quando l’AI ha iniziato a scrivere al posto nostro.

Un’estensione come sintomo, non come soluzione

Slop Evader nasce come gesto semplice. Taglia il tempo. Blocca tutto ciò che è stato pubblicato dopo il 30 novembre 2022. Prima che ChatGPT cambiasse il ritmo e la forma dei contenuti online. Non promette verità. Promette silenzio. O almeno meno rumore.

Il fatto che stia circolando dice molto più dell’estensione stessa. Sempre più persone percepiscono che ricerca e feed siano saturi di contenuti automatici, ripetuti, ottimizzati per esistere più che per dire qualcosa. Testi corretti, immagini pulite, zero attrito cognitivo. Tutto scorre. Nulla resta.

Il termine slop descrive bene questa sensazione. Non è solo bassa qualità. È perdita di intenzione. Contenuti che non nascono da una necessità reale, ma dalla possibilità tecnica di produrli in massa. L’AI non è il problema. Il problema è l’uso pigro dell’AI, applicata senza responsabilità editoriale.

Slop Evader non migliora il web. Lo sospende.

Funziona perché intercetta un disagio diffuso: la difficoltà a distinguere ciò che è stato pensato da ciò che è stato generato. Questo disagio è documentato anche da studi sul calo di fiducia nelle fonti digitali e sull’aumento di contenuti sintetici nei risultati di ricerca. MIT Technology Review e Pew Research Center hanno evidenziato come la percezione di affidabilità online stia cambiando rapidamente con la diffusione dei modelli generativi.

Il web prima dell’AI era davvero migliore

Idealizzare il web pre 2023 è una semplificazione. Anche prima c’erano contenuti mediocri, SEO aggressiva, clickbait. La differenza non era la qualità media, ma il costo della produzione. Scrivere richiedeva tempo. Pubblicare implicava una scelta. Ogni testo portava con sé una traccia di intenzione umana, anche quando era discutibile.

Oggi il costo marginale della produzione è quasi zero. Questo cambia tutto. Non perché l’AI scriva, ma perché rende possibile pubblicare senza decidere davvero cosa vale la pena dire. Il risultato è un’inflazione semantica. Più parole. Meno significato.

Il web diventa una superficie liscia. Navigabile. Priva di asperità. Ma anche priva di profondità. Chi cerca Slop Evader cerca attrito. Cerca articoli che non rispondono subito. Fonti che non inseguono l’algoritmo. Autori che non scrivono per riempire.

Questo spiega perché il progetto, nato come provocazione artistica, sia diventato una conversazione culturale. Non riguarda il passato. Riguarda il presente. Riguarda il bisogno di rallentare, di selezionare, di assumersi la responsabilità di ciò che si legge e di ciò che si produce.

Ricercatori come Cory Doctorow parlano da tempo di enshittification del web. Non come complotto tecnologico, ma come conseguenza economica e culturale di piattaforme che premiano la quantità rispetto alla qualità. L’AI accelera questo processo. Non lo crea.

Etica, responsabilità e il ruolo umano nell’era generativa

La questione non è evitare l’AI. È decidere come usarla.
Slop Evader mostra una reazione istintiva: chiudere una porta per ritrovare aria. Ma la vera sfida è costruire criteri, non filtri temporali.

Serve una nuova alfabetizzazione. Non solo tecnica. Etica ed editoriale. Saper usare l’AI significa sapere quando non usarla. Significa capire che delegare la scrittura non equivale a delegare il pensiero. L’AI può accelerare processi, sintetizzare informazioni, supportare analisi. Non può sostituire l’intenzionalità.

Nel mio lavoro con aziende e persone vedo spesso questo scarto. Chi usa l’AI per produrre di più e chi la usa per pensare meglio. Nel primo caso nasce slop. Nel secondo nasce valore. La differenza non è lo strumento. È la postura mentale.

Il web non tornerà al 2022. E non dovrebbe. L’AI è una tecnologia potente, paragonabile alla stampa o a internet stesso. Ogni svolta tecnologica ha prodotto eccessi prima di trovare un equilibrio. Questo è il momento in cui serve maturità, non rifiuto.

La responsabilità torna all’umano. A chi scrive, a chi pubblica, a chi legge. Scegliere cosa merita attenzione diventa un atto etico. Costruire contenuti che rispettano il tempo e l’intelligenza degli altri diventa una forma di cura.

Slop Evader è un segnale. Non una via di fuga, ma un promemoria. Il futuro del web non dipende da quanta AI usiamo. Dipende da quanta umanità decidiamo di mantenere.

Fonti di riferimento
MIT Technology Review, analisi su AI generativa e qualità dei contenuti digitali.
Pew Research Center, studi su fiducia e informazione online.