Nessuno ha un piano per l'AI. Nemmeno la tua azienda
L'AI Futures Project, il gruppo dietro lo scenario AI 2027, ha pubblicato un piano di 90 pagine sulla superintelligenza. Una frase, lì dentro, riguarda ogni PMI: l'industria non ha un piano e conta di sistemare le cose strada facendo.

Nei giorni scorsi mi è arrivato in newsletter un documento che, all'apparenza, non c'entra niente con le aziende che seguo. L'AI Futures Project, il gruppo dietro lo scenario AI 2027, ha pubblicato Plan A: novanta pagine su come Stati Uniti, Cina e il resto del mondo dovrebbero gestire l'arrivo di un'intelligenza artificiale più capace di noi, così da evitare i due esiti che questi ricercatori temono di più, l'estinzione o la concentrazione del potere in pochissime mani (Fonte: AI Futures Project, «AI 2040: Plan A», ai-2040.com).
Roba lontana anni luce da un'azienda in Romagna, penserai. Eppure c'è una frase, lì dentro, che parla esattamente di te. Gli autori, che hanno lavorato dentro OpenAI, scrivono che l'industria dell'AI «si è convinta di poter capire come controllare la superintelligenza strada facendo, e quindi non ha alcun piano adeguato». In pratica le aziende più avanzate del pianeta stanno correndo verso qualcosa di enorme senza sapere bene dove, e contano di sistemare le cose mentre le fanno.
È lo stesso schema che riconosco in quasi ogni imprenditore quando ci sediamo a parlare di AI.
Il piano che manca, a loro e a te
Nelle PMI l'AI entra quasi sempre dalla stessa porta: qualcuno prova ChatGPT, lo trova comodo e comincia a usarlo per le mail, poi per un post, poi per buttare giù un preventivo. Tutto un pezzo alla volta, senza aver mai deciso a monte dove serve davvero e dove invece è solo una scorciatoia. È esattamente l'adozione «strada facendo» che i ricercatori considerano il difetto fatale dei colossi.
Lo strumento, in sé, funziona benissimo. Quello che salta è a monte, e l'ho già scritto altrove: l'errore vero è non aver mai dedicato mezz'ora a decidere un piano. Improvvisare con uno strumento del genere dà la sensazione di andare veloci, quando in realtà è il modo più rapido per riempire l'azienda di roba scollegata.
«I piani sono inutili, pianificare è tutto»
La citazione in apertura del documento è di Eisenhower, e serve a spiegare il metodo degli autori: i piani sono inutili, ma pianificare è tutto. Plan A non pretende di indovinare il futuro. Serve a un'altra cosa, prendere una raccomandazione e stressarla dentro uno scenario scritto nel dettaglio, per vedere se sta in piedi.
Lo chiamano scenario scrutiny. La maggior parte delle strategie sull'AI si sgonfia proprio lì, nel momento in cui provi a raccontare passo per passo come dovrebbe funzionare. Se una strategia non regge già quando la metti nero su bianco, difficilmente reggerà nella realtà, e scoprirlo sulla carta costa molto meno. Vale per una superpotenza che tratta con la Cina, e vale allo stesso modo per un'azienda di dieci persone.
Due tipi di imprenditore davanti all'AI
Prendi una piccola azienda manifatturiera, con il suo ufficio tecnico, i commerciali e l'amministrazione. L'AI può entrare in tutti e tre i reparti, ma con tempi e modi diversi, di sicuro non da domani mattina.
Di solito vedo due atteggiamenti. C'è l'imprenditore che insegue: prova ogni novità, si iscrive a ogni tool, gira un video su ogni tendenza, e dopo sei mesi si ritrova con venti abbonamenti attivi e nessun processo cambiato per davvero. E c'è quello che invece si ferma un attimo, prova a immaginare il suo settore fra cinque anni con l'AI dentro i processi, e solo a quel punto decide dove mettere i soldi oggi. Il secondo sembra più lento, e di solito è quello che ti passa davanti.
Il tuo scenario 2030
Il futuro dell'AI è imprevedibile per definizione, e provare a indovinarlo è tempo perso. Molto meglio costruire un piano che tenga anche quando le cose ti sorprendono, che è una cosa diversa dal rincorrere ogni strumento che esce.
Gli autori di Plan A, tanto per dare un orizzonte, ipotizzano una superintelligenza intorno al 2040, con tappe intermedie già dal 2030. Le date puoi anche non condividerle, poco importa. La domanda che conta è un'altra: le decisioni che prendo questo mese reggerebbero in quello scenario, oppure le sto prendendo solo sperando che il problema non arrivi mai? È lo stesso motivo per cui, quando l'AI ti restituisce delle ore, quelle ore andrebbero usate per pensare, invece di riempirle subito con altro lavoro a basso valore.
Da fare questa settimana
Ti propongo un esercizio, mezz'ora nei prossimi giorni. Scrivi una pagina soltanto, in cui racconti com'è la tua azienda nel 2030 se l'AI facesse bene metà del lavoro d'ufficio che oggi fate a mano: chi fa cosa, che cosa sparisce e dove finisce il valore che nessun modello riesce a copiare. Poi torna alle decisioni di questi giorni e chiediti quali reggono davanti a quella pagina.
Sarà una pagina imperfetta, scritta di getto, e varrà comunque più di venti prove fatte con venti strumenti diversi. Quella pagina è il tuo Plan A. Ce l'hai già, o stai ancora improvvisando?